martedì, 22 luglio 2008
Ieri pomeriggio ho realizzato di essere innamorata delle mie converse rosse.
Totalmente.

L'estate dovrebbe essere facoltativa.
La vuoi? Ok.
Non la vuoi? Ok lo stesso!
E invece no. Ti viene letteralmente sputata addosso l'estate.
La fighissima stagione ricca di fighissimi avvenimenti a cui partecipano fighissime persone che, neanche a dirlo, si divertono in modo fighissimo.
Perchè è estate. E l'estate è la stagione del divertimento. E tu devi divertirti.
WIIIIIII
E se non ti diver...shhh!!
Ma che dici?
Sei pazza?
Non farti sentire!
Loro ti sentono e se capiscono che non ti stai div...beh...insomma hai capito...se loro capiscono tu sei perduta.
E verrai esiliata e additata da tutti i bagnanti con il gelato in mano e le dita che ti punteranno addosso saranno abbronzate e felicie tu soccomberai sotto strati di crema solare e mare mare mare mare mare mare mare mare mare mare mare mare mare.

Ma che voglia di scappare che ho.
Non puoi.
L'estate dovrebbe essere solo per chi la sa affrontare.
Una stagione come un'altra.
Non lo è, lo sai, lei è malvagia, lei pretende.
Non sai nuotare per caso?
Io nuoto e riesco anche a fare il morto se è per questo. Ma fare il morto non mi salverà.
L'estate è vita.
L'estate è immobile attesa che arrivi settembre. Senza farsi male. Possibilmente. Nel frattempo.

Sono convinta che anche le converse rosse mi amino. Non mi hanno mai fatto del male. E insieme abbiamo un nostro perchè.


L'estate mi rende nervosa.
Estate. E state. Dove? Non importa. State e basta. State e sorridete e gioite e fate fate fate!

E sudate. D'estate.
E organizzate. Mio dio! Organizzate o abbandonate ogni speranza, voi, d'estate.

Rimanerne fuori non si può?
L'estate mi causa ansia da prestazione. Riuscirò ad essere all'altezza? Saprò soddisfarla?

Cara estate ma se io ti mollassi qui e me ne andassi via con le mie converse rosse.
Una romantica fuga d'amore verso un tramonto freddo e nevoso.
So che loro mi seguirebbero.

Che poi non è mai quella che ti mostrano, l'estate che ti vendono.
Come quando per strada cercano di rifilarti un sasso puzzolente spacciandolo per una vidiocamera con tanto di raggio fotonico intrgrato.
Tzè.
L'estate per me è il sasso puzzolente.
Pesa dannatamente e non riesco a trovare il pulsantino del raggio fotonico.

Io non sono proibizionista.
Non voglio abolire l'estate o cancellarla o renderla illegale.
Io sono per la libertà di scelta.
Io scelgo di dire no all'estate e passare direttamente dalla primavera inoltrata al tiepido inizio d'autunno.

Sì?
Chi è con me?
Chi?
WIIIIIIIIIII
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mercoledì, 25 giugno 2008
Voci registrate. Sono solo voci registrate. Che importanza hanno? Nessuna.
Fossero i Nirvana. Varrebbe la pena fermarsi un istante per sentire. Affacciarsi oltre la porta per vedere quale video.
Invece sono solo voci qualunque di gente qualunque che ride di cose qualunque.
Nessuna importanza.
Una voce assomiglia alla mia. Ma non lo è. Ride con qualcuno. Ma non è importante. Non lo è mai stato.
Una volta bastava strappare le foto. Ora come minimo bisognerebbe formattare almeno una decina di computer.

Ah...la fottuta multimedialità.

Meno male che sono ancora un po' stordita dall'esame di stamattina.

(fottute fonti statistiche e strafottuti indicatori socioculturali).

E poi è morto Claudio Capone.

E Superquark ha smesso di avere senso.
E anche Ridge.

Ridge.
Qualcuno dovrebbe avvisarlo.
E questo sarebbe il momento buono per spolverare il container in cantina, aprirlo e tirare fuori tutte le vostre idee su come far abbattere...hem...uscire di scena il buon mascellone.
Per il suo bene.
Fidatevi.
postato da: brighibrighi alle ore 18:05 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 19 giugno 2008
Luna piena.
Cielo limpido.

Leggo "Io non ricordo" che mi ricorda "Molto forte, incredibilmente vicino". Vagamente. Mi fa stare bene. Vagamente.
Anche qui la perdita e l'assenza producono ricerca. Giovani domande che bussano porta a porta in attesa di sconosciuti che rispondano e rivelino, e facciano capire. Perchè capire è fondamentale.

Mi domando se non dovrei fare anch'io così. Iniziare a bussare insistentemente fino a farmi aprire e chiedere insistentemente fino a farmi rispondere. E se la risposta non mi soddisfa provare ad un'altra porta. E poi ancora ad un'altra. E un'altra. E ancora.

Luna piena e dovrebbero succedere cose strane nelle notti di luna piena. Licantropi dovrebbero aggirarsi nei tram, mimetizzati con berretti e occhiali da sole spropositamente grandi.
Invece non succede niente.

Un cane abbaia, una macchina passa, un sospiro viene trattenuto e ingoiato.

La luna è piena e penso che mi piacerebbe fare una cosa così

Anche se, tecnicamente parlando, un bel punto di salto nel vuoto, a Roma è difficile da trovare.
E non azzardatevi a proporre i ponti sul Tevere...che lì, neanche il tempo di spiccare il salto e rischio di essere ingoiata intera da una pantegana *_*
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lunedì, 16 giugno 2008


Andrea Pazienza. 23/5/1956 - 16/6/1988

Nota di Brighi: (caro Paz,) non so se a causa dell'incremento demografico ma codeste persone sono notevolmente aumentate.
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venerdì, 13 giugno 2008

(but not today)


In giro per la città, vado in biblioteca, studio, non una parola mi esce per interi pomeriggi. Solo il brontolio dello stomaco a ricordarmi che il mio corpo è in grado di produrre suoni.

 In giro per la città, esco dalla biblioteca, a Massenzio sento addosso tutto il freddo di questo giugno, eppure cerco di non perdermi nessun appuntamento. Questo Festival, mi muove dentro affetto. Affetto per le voci abili e un po’ tirate degli attori. Affetto per le voci  degli scrittori che cercano di tener testa alle parole che  scrivono senza offenderle. Affetto per le parole.  Affetto per l’anziana signora e per il suo smisurato impermeabile verde. Mentre aspetto il primo dei tre mezzi per torna re a casa, i denti mi battono e mi chiedo perché ogni volta non azzecco la giusta dose e consistenza degli abiti da cacciarmi addosso. Non riesco a dare un peso al mio freddo.

In giro per la città Le luci della centrale elettrica, e a volte, il giusto tempo e il giusto luogo coincidono con me.

In giro per la città, leggo sul tram e ogni tanto alzo gli occhi dalle pagine e tutti gli altri occhi guardano altrove. Nessuno sguardo si incrocia al mio e se non mi vedono forse non ci sono. Scendo dal tram e il libro mi tiene per mano e non lo ripongo dentro la borsa perché non mi pesa.  Un dito infilato nella pagina lasciata e il resto della mano che abbraccia e non fa cadere e penso che se lasciassi la presa, forse, cadrei io per prima.

In giro per la città, sono invisibile, silenziosa, ovunque io vada non ho consistenza, sostanza, solo orecchie per acoltare e occhi per vedere. Parlare è una funzione che mi sta diventando sempre più estranea. Le persone non mi vedono e non conta se siamo 50 a un concerto o 7 in una minuscola libreria a sentire un tale che parla di UFO.

In giro per la città e mi sento una vagabonda tossica. E la città è la mia droga. Se non avessi provato su cuore giovane e impotente che l’alcolismo non è la soluzione forse mi darei al vino bianco e alla birra rossa più ed oltre il disgusto.  Se sapessi come procurarmi una consistente dose di canne forse me le fumerei in santa pace senza dar fastidio a nessuno, soprattutto a me stessa. Non sono attrezzata. Non sono attrezzata per uscire fuori da questo stato di schifo in cui mi sento sempre in bilico verso qualcosa di peggio. Allora esco. Esco e mi sparo nelle vene tutto quello che stimola la mia curiosità. Festival, mostre, concerti, letture, presentazioni, suoni, parole, rumori, fumetti, confusioni, idee. Se non costano troppo e sono nei limiti dell’ultimo autobus della mezzanotte, sono per me.

Per me sola e mentre sento sciogliersi un pò il sangue addosso mentre penso che non me ne frega niente e ammetto che non so nulla e I guess I just don't know e then thank your God that I'm not aware, mentre vedo chiaro davanti a me il momento in cui si romperà la mia voglia di essere una brava persona, una brava figlia, una brava cittadina. Mentre penso tutto questo e qualcosa di più...per un attimo mi tranquillizzo perchè capisco che il momento dell'autodistruzione non è ancora giunto e so con tutta me stessa che quando arriverà porterà con se tutti gli attrezzi più adatti per un buon lavoro.


postato da: brighibrighi alle ore 18:05 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 07 giugno 2008
Ecco di cosa ho bisogno.

Ho bisogno disperato di nuova musica da amare.
Ho bisogno di un film che mi rivolti come un calzino, mi metta in lavatrice a 90° e mi stenda fuori ad asciugare al vento.
Ho bisogno di una bici.
Ho bisogno di fotografare (ma non riesco nemmeno a spolverarla, la mia macchina fotografica)
Ho bisogno di qualcuno che mi inviti a fare, vedere, sentire, qualcosa che mi piace.
Ho bisogno di mantenere la promessa che mi sono fatta. Dormire di nuovo da oggi con la serranda alzata (è passato un mese cazzo.)
Ho bisogno di un segno. Non un graffio. Non un pugno. Non uno schiaffo. Solo un segno. Buono.
Ho bisogno di un\una complice.
Ho bisogno di tagliare un pò i capelli (solo davanti però)
Ho bisogno di più tempo per prepararmi ad affrontare l'estate (non sono pronta. Ho una fottuta paura dell'estate)
Ho bisogno di un regalo azzeccato e inaspettato.
Ho bisogno del profumo della Bella di notte.
Ho bisogno di qualcuno che mi raccolga dal filo dei panni e mi ami.


postato da: brighibrighi alle ore 12:55 | Permalink | commenti (4)
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lunedì, 02 giugno 2008
E' un fatto che per due notti di seguito ho sognato inquietanti parchi dei divertimenti (in tutti e due tanta acqua..il secondo, anzi, era proprio un acquapark.).
Grandi, immensi parchi tipo Gardaland dai quali non riuscivo a uscire.

Un altro fatto è che maggio è passato.
Maggio, che inizando male è riuscito (con un trucchetto da romanzo rosa d'appendicite) a finire...beh...peggio di quanto meritassi. (accanimento puro e sadico)

Però è finito.
Lo testimoniano diversi calendari e l'abbonamento di giugno appena acquistato.
Dovrei sentirmi meglio?

Il primo giugno è passato guardando tutta la quarta serie di That '70s show.

Non pensare è fantastico. Mi riesce tremendamente bene con questa cavolo di sitcom.

Se non dovessi studiare. Se non dovessi nutrirmi. Se non dovessi lavarmi. Se non dovessi andare in bagno. Se non dovessi dar conto a chi mi sta intorno. Se non dovessi preoccuparmi di vivere. Se smettessi di credere che c'è qualcosa là fuori che vale la pena di essere trovato e vissuto. Se sapessi per certo che non devo aspettarmi altro finchè crepo. Se potessi solo svegliarmi, vedere una divertente e stupida sitcom, addormentarmi, senza incubi...per tutto il resto della mia vita.
Se potessi...penso che sarei felice.
postato da: brighibrighi alle ore 22:08 | Permalink | commenti
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mercoledì, 28 maggio 2008
Ecco un modo potenzialmente dannoso di iniziare la giornata:

mentre sei davanti al pc alla disperata ricerca di una bicicletta usata che costi...non dico quanto un caffè al bar (non lo dico ma lo penso) ma che so...intorno ai 18 euro risparmiati al Circolo...
Ecco mentre sei così. Intenta e concentrata. Allunghi una mano verso la tazza di caffelatte che ti sei appena preparata, la avvicini alle labbra, bevi, e solo allora ti accorgi di aver afferrato la tazza sbagliata. Non quella che ti stava accanto a destra sulla scrivania MA quella di fronte sulla destra dello schermo QUELLA che sta lì da boh...5 giorni???
Te ne accorgi perchè sei assolutamente sicura di non amare lo yogurt al caffè.

Bleah.

Ma...non è che qualcuno vende una bici usata?
postato da: brighibrighi alle ore 12:23 | Permalink | commenti
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lunedì, 26 maggio 2008
Ok.
Nonostante la consapevolezza che questo blog lo leggiamo solo io.
(sì, leggiamo, perchè io siamo tante vocine e tanti occhietti dentro questo involucro appena depilato e un pò sudaticcio)
Nonostante ne sia consapevole...ci provo lo stesso.

Se qualcuno...entro le 21.30...mi elenca 3 buone ragione per andare al Circolo degli Artisti da sola a spendere 18 euro per questi qua...beh...io ci vado.
Altrimenti cippa. Che 18 euro sono 36 vecchie mila lire...cacchio.
...
..
.
Ah...
Giusto.
Dimenticavo.

Questi qua sono Bill Callahan e i Vampire Weekend.

Grazie per l'attenzione e buon proseguimento.
postato da: brighibrighi alle ore 20:46 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 23 maggio 2008
E mentre digerisco la pizza...e le patatine..e la birra.

Ieri sono stata al Festival delle letterature della Basilica di Massenzio.
Prima volta in 6 anni romani.

E sono stata punita per questo.

Tralasciamo il papa in trasferta a S. Giovanni che ha reso la traversata Biblioteca Pigneto-Colosseo un piccolo viaggio di redenzione di quelli dove ti passa tutta la vita davanti e quando finisce ti passa davanti anche la vita del vicino di bus che parla ininterrottamente al cellulare e a tutti i tuoi neuroni.
Tralasciamo.
Parliamo invece della Basilica di Massenzio.
 La costruzione venne avviata da Massenzio sull'area dove in
precedenza erano i magazzini per la lavorazione e conserva-
zione delle spezie (Horrea Piperitaria); l'opera però venne
portata a termine soltanto da Costantino, e infine ristruttura-
ta verso la fine del IV sec. d.C. (Wikipedia docet)

Poi, il 22 maggio 2008, la Basilica venne spostata e resa invisibile per impedirne il
ritrovamente da parte di me medesima.
Perchè questo è successo. Dalle 19.00 fino alle 20.17 la Basilica è diventata come il jet di WonderWoman e io mi sono ritrovata come Indiana Jones quando perde il controllo della propria prostata.
Incazzata.
E mooolto affaticata.

(ce l'avete presente la scena di Indiana Jones no? No? Beh...andate a vedere l'ultimo film...e se una scena del genere non c'è vuol dire che si prende troppo sul serio.)

Comunque.

Poi...dopo avermi fatto arrivare fino al Campidoglio. Dopo avermi fatto percorrere Via dei Fori Imperiali tre volte in lungo e almeno cinque in largo.
La basilica si è palesata. E cosa più importante se ne è palesata l'entrata che no. No. Non corrisponde alla facciata principale.

ahahahah (risata isterica)

E no. No. Non si raggiunge andando verso il Campidoglio

(ahahahaha) risata isterica.

E no. No.
Non era lì il reading.

Era al teatro Argentina.
...
..
.
Perchè il motto che circonda la mia vite è "Se devo inciampare deve esserci una pozzanghera. Deve essere profonda. Deve essere sporca. Deve essere piena di coccodrilli. Piranha. Pipistrelli. E rospi (che mi fanno schifo i rospi!!)."

Punto.

Anzi no.

Perchè al teatro ci sono arrivata in un battibaleno. Ho trovato ancora gli inviti per entrare. Mi sono seduta e ho goduto immensamente.

Di Jeffery Deaver avevo letto due romanzi anni fa...quando le ragazzine della mia età leggevano gli Harmony delle mamme io leggevo Grisham, Cornwell&Co. (Il che spiega tante. Tante. Cose).
Ognuna si fa le ossa come preferisce.

Deaver che effettivamente...un pò come i colleghi suoi citati sopra...già dopo un paio di libri...mi sapeva di sangue già rappreso e già masticato.

(che poi sarà successo anche alle altre con gli Harmony, dopo un pò, se vogliamo sostituire al sangue il sesso e l'amore. Già masticati. Già rappresi. Se vogliamo)

Lucarelli è un uomo che vorrei mi raccontasse favole prima di addormentarmi. Sì.

Oggi, alla Rinascita, Ascanio Celestini.
Ma sento salirmi un conato di alienazione quindi basta così.
postato da: brighibrighi alle ore 23:01 | Permalink | commenti
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